Navigare sul web dal display dell’auto è migliorato parecchio negli anni. I siti moderni, però, sono pieni di video pubblicitari che partono da soli e di script di tracciamento. Il risultato è che anche i processori di bordo vanno in crisi.
Con l’ultimo aggiornamento Tesla affronta il problema alla radice. Nel browser dell’infotainment è comparso infatti un blocco della pubblicità integrato, arrivato senza alcun annuncio.
La novità viaggia con la versione 2026.32.3. A notarla per primo è stato Roland Pircher, che ha mostrato il browser alle prese con un sito di notizie carico di banner.
Nella dimostrazione si vede il nuovo pulsante AD, in alto a destra nel browser. Basta attivarlo e la pagina si carica molto più pulita. Spariscono banner invadenti, pop-up sovrapposti e video flottanti, prima ancora di essere disegnati a schermo.
The Tesla browser got an ad blocker with the update 2026.32.3. pic.twitter.com/OSJTcxaGO1
— Roland Pircher (@piloly) September 9, 2026
Come funziona: un’estensione dentro Chromium
Il browser di bordo delle Tesla è costruito su base Chromium, con sopra un’interfaccia personalizzata. È la stessa base di Google Chrome, quindi integrare regole di filtraggio è un lavoro relativamente semplice per gli sviluppatori.
Per ora non esiste nessun menu di impostazioni. Non si possono modificare le liste di blocco, né mettere un sito in whitelist. Una volta attivato, insomma, il blocco lavora da solo dietro le quinte.
Il filtro agisce già a livello di richiesta di rete. Ferma quindi i tracciatori pubblicitari, gli script di analisi di terze parti e le animazioni pesanti dei banner. Il browser, di conseguenza, scarica soltanto il testo ed i contenuti veri della pagina.
Il vantaggio è doppio. Le pagine si caricano più in fretta e scorrono meglio. In più si risparmiano dati sulla Connettività Premium.
Una boccata d’ossigeno per le Tesla con processore Intel
Chi ha una Tesla recente con infotainment AMD Ryzen gode già di un browser reattivo. È sulle auto più datate, quelle con hardware Intel Atom (MCU 2), che questa novità fa davvero la differenza.
I vecchi processori Intel faticano parecchio con le pagine web moderne, appesantite da script di ogni tipo. Tenere aperte più schede diventa un problema. Aprire siti ricchi di contenuti multimediali, poi, porta spesso a tocchi che non rispondono oppure a crash improvvisi del browser.
Il blocco impedisce del tutto il caricamento dei framework pubblicitari, che sono tra i maggiori divoratori di risorse. Le auto più vecchie, così, si tengono libere memoria e CPU. Tagliare il rumore digitale serve insomma a mantenere usabile la navigazione su tutte le generazioni di hardware Tesla.
L’ennesimo ritocco al browser di bordo
Il blocco pubblicità si aggiunge ad una serie di miglioramenti recenti. Con il Summer Update 2026.26, ad esempio, erano arrivate le videochiamate in auto.
In quell’occasione il browser aveva ottenuto l’accesso alla telecamera dell’abitacolo. Da lì si possono seguire le riunioni su Google Meet, Microsoft Teams, Discord ed altri servizi. Nello stesso aggiornamento erano spuntati anche la sincronizzazione dei preferiti, il video a schermo intero ed una scalatura migliore delle pagine.
Gli aggiornamenti software non vengono mai rilasciati a tutti contemporaneamente. Per alcuni di voi, quindi, il pulsante AD potrebbe non essere ancora comparso.
E voi avete già provato il browser senza pubblicità? Fatecelo sapere con un commento indicando anche il modello di Tesla che possedete.
