SpaceX continua ad aggiornare a ritmo serrato il suo hardware per l’internet satellitare, con un occhio di riguardo per viaggiatori, campeggiatori e chiunque abbia bisogno di una connessione affidabile in movimento. Se l’antenna Standard resta pensata per le installazioni fisse, la parabola portatile Mini si prepara a fare un salto di qualità importante: diventare completamente autosufficiente.
Stando ai leak condivisi su X dall’ingegnere Oleg Kutkov, che ha pubblicato specifiche e schemi hardware, SpaceX ha ufficialmente avviato la produzione della seconda generazione della parabola: la Starlink Mini 2 entra in produzione con una batteria integrata. L’aggiunta di una fonte di alimentazione interna è un cambio di rotta netto rispetto alla prima Mini e cambia radicalmente il modo in cui l’antenna potrà essere usata nelle zone più remote.
The current hardware revision is mini2_prod1.
The new terminal is slightly smaller than the original Starlink Mini. Its panel PCB measures 225 × 273 mm, compared with 236 × 276 mm for Mini 1.
Average EIRP is also slightly lower: 27.4 dBW, compared with 27.57 dBW.
The transmit duty cycle has been reduced significantly, from 75% to 11%, which will result in lower uplink speeds. This limitation is most likely driven by the terminal’s power budget.
The terminal includes a built-in 4S lithium battery managed by a BQ40Z-series BMS. Battery capacity is currently unknown.
Charging is provided via a USB-C Power Delivery port, supporting an input range of 11–24 V.
The MAC thermal thresholds have been increased to 95°C and 99°C, compared with 79°C and 83°C on Mini 1.
The battery thermal shutdown threshold is set to 80°C.
GPS – present. Explicitly configured for in-motion use.
The SoC is the same "Catapult".
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La nuova revisione hardware, tracciata col nome in codice mini2_prod1, riduce ulteriormente l’ingombro del pannello: il PCB misura 225 × 273 mm, contro i 236 × 276 mm del modello che andrà a sostituire.
La direzione ha perfettamente senso: proprio pochi giorni fa SpaceX ha presentato la nuova antenna Standard V5, che per dimensioni è più vicina alla Mini originale che alla V4 residenziale. E per una linea di prodotto nata per la portabilità vale una regola semplice: più il ricevitore è piccolo, meglio entra nello zaino.
Batteria al litio, ricarica USB-C e consumi sotto stretto controllo
Sotto la scocca la Mini 2 è mossa dallo stesso SoC Catapult del primo modello, ma la vera protagonista è la batteria al litio 4S integrata, che è probabilmente anche il motivo per cui SpaceX non è riuscita a ridurre ancora di più le dimensioni. Il sistema è completato da un chip di gestione della batteria della serie BQ40Z e si ricarica via USB-C, con un ingresso che accetta da 11 a 24V. I primi leak non parlano però né della capacità né di quante ore di utilizzo continuo garantirà, e non si sa nemmeno quanta energia assorbirà la nuova antenna: per saperne di più bisognerà attendere nuove indiscrezioni od un annuncio ufficiale di Starlink.
Funzionare interamente a batteria impone una gestione energetica rigidissima: per contenere i consumi SpaceX ha abbassato drasticamente il duty cycle di trasmissione dal 75% ad appena l’11%. La modifica serve a restare dentro i limiti elettrici del sistema, ma potrebbe anche tradursi in velocità di upload più basse per chi carica molti dati.
La nuova Mini conserva il GPS integrato configurato esplicitamente per l’uso in movimento, ideale ad esempio sul tetto di un veicolo, ed alza le soglie di protezione termica fino a 95°C e 99°C, dai 79°C ed 83°C del modello originale, per reggere meglio il caldo intenso all’aperto.
Non c’è ancora una data ufficiale per l’arrivo sul mercato, ma l’ingresso in produzione di massa indica che il lancio è ormai vicino. E non escludiamo che, per svuotare i magazzini prima dell’arrivo della nuova versione, la Mini originale possa presto ricevere forti sconti. Vi terremo aggiornati!


