Le tessere del domino normativo stanno cadendo sempre più in fretta in Europa, e stavolta la cosa ci tocca da vicino. Dopo anni passati a guardare gli automobilisti nordamericani muoversi tra le strade cittadine con il Full Self-Driving (Supervised), una svolta burocratica potrebbe aver appena aperto la porta anche al sud del continente, Italia compresa.
A far emergere tutto è stato Mirko Montagna, un appassionato che su X ha raccontato di aver scritto direttamente su LinkedIn a Servedio Gaetano, Direttore Generale al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. La risposta, arrivata quasi a sorpresa, conferma che Tesla ha depositato pochi giorni fa la documentazione per l’omologazione dell’FSD proprio negli uffici del Ministero: le carte sono ora sulle scrivanie del governo e stanno già attraversando la fase di analisi.
In Europa è ormai un effetto domino
La domanda pesa parecchio per come funzionano le omologazioni all’interno dell’Unione Europea. Tesla non sta ripartendo da zero: sta chiedendo all’Italia di riconoscere l’omologazione già ottenuta nei Paesi Bassi lo scorso aprile. L’Olanda è stata infatti il primo Paese del blocco ad approvare ufficialmente l’FSD, creando un modello che rende molto più semplice, per gli altri Stati membri, salire a bordo.
Negli ultimi mesi questo meccanismo accelerato ha funzionato piuttosto bene: l’espansione europea dell’FSD ha preso velocità, con Belgio e Danimarca che si sono aggiunti da poco alla lista dei Paesi che ne hanno autorizzato l’uso sulle strade pubbliche, dopo i via libera arrivati anche in Estonia ed in Lituania.
L’ostacolo si chiama Svezia
Non è però tutto in discesa verso un’approvazione valida per l’intera UE. La Svezia in particolare sta spingendo apertamente contro un’autorizzazione unica di blocco: l’ente svedese dei trasporti ha chiesto all’Unione di bocciare l’FSD di Tesla, puntando il dito proprio contro la funzione manuale “Speed Offset”, indicata come un potenziale rischio di superamento dei limiti di velocità.
Anche con la Svezia a sventolare bandiere rosse, la spinta dell’FSD in Europa resta innegabile. Ora che l’Italia è ufficialmente entrata nella fase di analisi, chi guida una Tesla nel nostro Paese, dove il Full Self-Driving non è ancora utilizzabile su strada, è un passo più vicino a lasciare che sia l’auto a gestire il tragitto di tutti i giorni.



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