Quando Tesla lanciò il Cybertruck, la ricarica bidirezionale era una delle promesse più interessanti. La funzione si chiama Powershare e permette al pickup elettrico di alimentare elettrodomestici energivori. Oppure di fare da generatore di riserva per l’intera casa quando salta la rete.
C’era però un limite software fastidioso. Chi aveva già investito in un Powerwall non poteva collegare il Cybertruck e farlo lavorare insieme alla batteria domestica.
Quella restrizione è finalmente caduta. Tesla ha annunciato su X che l’integrazione tra Powerwall e Cybertruck è attiva, per il backup di tutta la casa. Il dato messo in primo piano è netto. La funzione “estende il backup domestico di oltre 3 giorni, l’equivalente di 9 Powerwall in più”.
Powerwall 3 & I can now power your house together. This extends your home backup by over 3 days, equivalent to 9 additional Powerwalls pic.twitter.com/8G2twIm6AN
— Cybertruck (@cybertruck) September 10, 2026
Il supporto arriva per ora sul Powerwall 3. La funzione si estenderà poi al Powerwall 2+ entro la fine dell’anno. Va detto che l’attesa è stata lunga. L’integrazione era infatti prevista per il terzo trimestre del 2025.
Addio al gateway dedicato
Il Cybertruck è stato il primo veicolo Tesla ad introdurre Powershare. Da allora altri modelli hanno seguito la stessa strada, grazie ad adattatori dedicati. È il caso della Model Y Performance e della Model Y L a sei posti.
Prima di questo aggiornamento la procedura era scomoda. Per alimentare la casa col Cybertruck serviva un Powershare Gateway apposito. È il dispositivo che gestisce l’isolamento e lo stacco dalla rete elettrica.
Ora quel passaggio salta. Chi ha un Powerwall 3 collega semplicemente il Cybertruck. Al resto pensa il gateway del Powerwall già installato, che gestisce da solo lo stacco dalla rete. Serve soltanto un Tesla Universal Wall Connector oppure un Wall Connector 3.
Una volta collegato, il flusso di energia diventa bidirezionale. Il Cybertruck può quindi immettere corrente direttamente nel circuito di casa, oppure ricaricare il Powerwall. E durante un blackout l’abitazione può attingere ad entrambi i pacchi batteria contemporaneamente.
Perché ci è voluto tanto tempo
Far dialogare la batteria di un’auto con l’accumulo fisso di casa si è rivelato complicato. Tesla ha dovuto muoversi tra normative complesse sulle utility elettriche. Ha poi riscritto i protocolli di comunicazione tra inverter del veicolo e gateway domestici. Serviva infatti evitare conflitti elettrici.
Lo ha spiegato Wes Morrill, ingegnere capo del Cybertruck. Secondo lui il nodo era la stabilità della microrete. “Garantire una comunicazione ed un coordinamento solidi per reagire in tempo reale ai cambi di carico ha richiesto un certo impegno”, ha raccontato.
Un serbatoio da 123 kWh parcheggiato in garage
La novità chiude quindi una vecchia incompatibilità tra due prodotti della stessa azienda. Si incastra anche bene con le ambizioni di Tesla sull’energia domestica, quelle di Tesla Home.
Il punto interessante è la scala. Collegare al circuito di casa una batteria da 123 kWh trasforma il veicolo in un enorme serbatoio. Pensate a chi vive in zone con temporali e blackout frequenti. Unire accumulo domestico e batteria dell’auto, in quei casi, significa dormire tranquilli.
Da noi, purtroppo, il discorso resta teorico. Il Cybertruck non è omologato per il mercato europeo e Powershare non arriva in Italia. Sulle Model Y, però, qualcosa si muove anche qui sul fronte della corrente bidirezionale.
Vi terremo aggiornati!


