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Il Tesla Semi europeo dal vivo: telecamere al posto degli specchietti, scaletta d’emergenza e adattatore CCS2

Il Tesla Semi europeo si mostra all'IAA di Hannover: specchietti sostituiti da 10 telecamere, fari separati, scaletta d'emergenza in cabina e adattatore CCS2-MCS per ricaricare fino a 350 kW.


Emanuele Esposito 5 min 0 Commenti

Portare un camion elettrico americano in Europa non significa solo cambiare la presa di ricarica. Tesla ha annunciato la settimana scorsa che il Semi arriva ufficialmente da noi, con le prime consegne nel 2027. Adesso i prototipi di preproduzione sono esposti all’IAA Transportation di Hannover, ed è la prima occasione per vedere da vicino quanto cambia la versione europea.

La silhouette è la stessa del modello statunitense. Guardando i dettagli, però, si scopre che le norme europee sui trasporti hanno imposto diverse modifiche concrete. A mostrarcele per primi sono stati due appassionati presenti al salone, @teslawelt e @TheEVuniverse, che hanno potuto toccare con mano i due esemplari in mostra.

Niente specchietti: al loro posto dieci telecamere

La differenza più vistosa è l’assenza totale degli specchietti retrovisori tradizionali. Negli Stati Uniti le norme impongono ancora gli specchi in vetro sui mezzi pesanti. In Europa, invece, è permesso sostituirli con telecamere digitali.

Il Semi europeo monta quindi due pod aerodinamici ai lati della cabina, che mandano le immagini in tempo reale agli schermi interni. In tutto il camion ha 10 telecamere esterne e offre una vista a 360 gradi senza angoli ciechi.

Il Tesla Semi europeo dal vivo: telecamere al posto degli specchietti, scaletta d’emergenza e adattatore CCS2 — screenshot 1

Il vantaggio non è solo aerodinamico. Tutte quelle telecamere preparano il terreno alla guida autonoma, dato che Tesla sta già sviluppando l’FSD anche per il Semi.

Fari separati, luci sul tetto e coperture sulle ruote

Anche l’illuminazione cambia. La barra luminosa orizzontale continua, quella in stile Model Y Juniper della versione americana, qui non c’è: le norme europee sui veicoli commerciali vietano le strisce luminose a tutta larghezza sui mezzi pesanti. Al suo posto ci sono fari separati, simili a quelli della Model Y entry level.

Le due luci di ingombro, prima posizionate vicino al bordo superiore del parabrezza, sono salite fino al tetto. Gli ingegneri hanno anche ritoccato l’inclinazione della parte alta della cabina. Serve ad allinearla all’altezza standard dei rimorchi europei, per un flusso d’aria più pulito verso il cassone.

Il Tesla Semi europeo dal vivo: telecamere al posto degli specchietti, scaletta d’emergenza e adattatore CCS2 — screenshot 1

Un’altra differenza imposta dalle regole europee riguarda le ruote posteriori, che qui hanno le coperture nella parte superiore.

C’era il timore che le dimensioni della cabina americana sforassero i limiti di lunghezza europei. Invece la cabina resta identica, in lunghezza ed in larghezza. Il Semi sfrutta infatti le deroghe europee sui profili aerodinamici, che concedono qualche centimetro in più ai musi curvi pensati per risparmiare carburante.

Dentro la cabina: scaletta d’emergenza e doppio schermo

Nell’abitacolo compare un elemento richiesto dalla certificazione europea delle flotte. È una scaletta di emergenza montata sulla parete interna della cabina. Serve al conducente per uscire dal tetto nel caso il trattore si ribaltasse su un fianco dopo un incidente.

Il Tesla Semi europeo dal vivo: telecamere al posto degli specchietti, scaletta d’emergenza e adattatore CCS2 — screenshot 1

L’interfaccia, invece, riprende quella delle auto Tesla. I due schermi ai lati del sedile centrale regolano il sedile elettrico e, novità rispetto al Semi originale, permettono di abbassare i finestrini con un comando a display. Un dettaglio utile ai caselli ed ai checkpoint, dove serve sporgersi dal finestrino.

Dai due display si gestisce praticamente tutto: livello delle sospensioni pneumatiche, gancio del rimorchio, pressione degli pneumatici e fari da lavoro posteriori.

Ricarica: l’adattatore che serve da subito

Per la ricarica pubblica il Semi europeo usa la porta MCS (Megawatt Charging System), che sui Megacharger dedicati arriva fino a 1.200 kW. La versione europea è omologata fino a 800 kW.

Il problema è che in Europa le stazioni MCS sono appena agli inizi. Per questo Tesla ha sviluppato un adattatore ufficiale da CCS2 ad MCS. Con quello il camion può attaccarsi alle normali colonnine CCS2 fino a 350 kW, in attesa che i Megacharger vengano costruiti.

Il Tesla Semi europeo dal vivo: telecamere al posto degli specchietti, scaletta d’emergenza e adattatore CCS2 — screenshot 1

Per il resto la scheda tecnica è quella già annunciata. Si tratta della versione Standard Range, con 550 km di autonomia a pieno carico, cioè con 40 tonnellate complessive. Il consumo stimato è di 1,0 kWh/km, la ricarica arriva al 60% in mezz’ora e la trazione è affidata a tre motori indipendenti sugli assi posteriori.

Tesla ha scelto per l’Europa il pacco batteria più leggero perché si adatta meglio alle tratte regionali del nostro continente. La versione Long Range, comunque, potrebbe arrivare più avanti.

Dove verrà prodotto e quando arrivano i Megacharger

I primi Semi destinati all’Europa saranno assemblati negli Stati Uniti, nel nuovo stabilimento di Sparks, in Nevada. Proprio lì Tesla terrà un evento dedicato al Semi entro fine mese, dove si vedranno le linee di produzione. Secondo il vicepresidente Dan Priestley, sono progettate per sfornare 1.000 camion a settimana.

Nel suo intervento all’IAA, Priestley ha parlato anche della rete di ricarica. Il piano prevede 100 Megacharger tra Germania, Francia, Regno Unito, Svezia, Paesi Bassi ed altri Paesi.

Con il tempo l’assemblaggio per l’Europa si sposterà alla Gigafactory di Berlino. A quel punto le flotte europee avranno un camion elettrico costruito nel continente. Dell’Italia, per ora, nessuna traccia nei piani della rete Megacharger.

Vi terremo aggiornati!

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