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Tesla Roadster, cosa sappiamo prima del 1° ottobre: propulsori SpaceX, aerodinamica vietata in F1 e sedili monoscocca

Tesla svelerà il nuovo Roadster il 1° ottobre: propulsori a gas freddo SpaceX, aerodinamica a effetto suolo vietata in F1, sedili monoscocca e steer-by-wire. Ecco tutto quello che sappiamo.


Emanuele Esposito 5 min 0 Commenti

Il Roadster di seconda generazione è sbucato dal rimorchio del Semi alla fine del 2017. Da allora è diventato una specie di leggenda: metà auto sportiva simbolo, metà progetto folle. Ha attraversato rinvii continui, revisioni del design e promesse al limite dell’incredibile.

Adesso però ci siamo. Tesla ha fissato l’evento di presentazione per il 1° ottobre. Ha poi iniziato a mandare gli inviti a chi ha prenotato ed ha messo un conto alla rovescia sul sito. Mancano quindi poche settimane: facciamo il punto su tutto quello che sappiamo.

Una dimostrazione “indimenticabile”

Arrivare fin qui è stata lunga. Gli obiettivi interni parlavano infatti di una presentazione già il 1° aprile 2026. Poi tutto è slittato a fine primavera ed infine a fine estate. Musk, intanto, ripeteva da anni che la dimostrazione sarebbe stata “indimenticabile”.

Di recente, all’All-In Summit, è tornato sull’argomento. La frase promette spettacolo: “Sarà una bomba. Entusiasmo garantito. Il successo non è garantito, ma l’entusiasmo sì”. Poi ha aggiunto una battuta rivelatrice: “Abbiamo bisogno di un pubblico che attesti che quello che si vede non è generato dall’AI”.

Quelle parole lasciano intendere una cosa precisa. Tesla mostrerà le capacità del Roadster dal vivo sul palco, non con video preregistrati od animazioni.

Quanto sarà veloce?

Il nuovo Roadster nasce per essere il prodotto simbolo non solo di Tesla, ma dell’intera industria elettrica. L’obiettivo dichiarato è riscrivere i record di accelerazione delle auto di serie.

Musk ha promesso uno 0-60 miglia orarie sotto i 2 secondi nella configurazione base. Con l’hardware di propulsione opzionale, invece, si parlerebbe di circa un secondo. Numeri del genere vanno oltre i limiti fisici degli pneumatici tradizionali, quindi servono soluzioni fuori dagli schemi.

L’aerodinamica vietata in Formula 1

Per tenere incollata all’asfalto un’auto così serve un carico aerodinamico enorme. L’anno scorso, infatti, Tesla ha brevettato una soluzione particolare per il Roadster. Riprende i sistemi a effetto suolo con ventole, quelli messi al bando in Formula 1.

Tesla Roadster, cosa sappiamo prima del 1° ottobre: propulsori SpaceX, aerodinamica vietata in F1 e sedili monoscocca — screenshot 1

Il brevetto prevede un condotto interno che porta l’aria dal frontale fino al diffusore posteriore. Incanalando il flusso si crea quindi una zona di bassa pressione sotto la scocca. Quel vuoto risucchia l’auto verso l’asfalto e genera aderenza alle alte velocità. Non serve perciò un alettone gigante, che aumenterebbe la resistenza.

Sedili monoscocca in un pezzo solo

Tenere fermi i passeggeri durante accelerazioni così violente richiede sedili particolari. Un altro brevetto recente mostra un sedile in un unico pezzo, realizzato in composito di carbonio-nylon oppure kevlar-nylon.

Tesla Roadster, cosa sappiamo prima del 1° ottobre: propulsori SpaceX, aerodinamica vietata in F1 e sedili monoscocca — screenshot 1

La logica è la stessa dei grandi megacasting usati per i telai: il guscio viene stampato come singolo elemento strutturale. Dai disegni si vede una cerniera integrata e sei gradi di movimento. Il risultato dovrebbe essere leggero e rigidissimo, capace di reggere forze g da hypercar.

I propulsori a gas freddo

La promessa più sensazionale resta quella di Musk sull’auto che “vola”. Letta senza entusiasmo eccessivo, però, significa un’altra cosa. Il Roadster potrebbe sollevarsi brevemente da terra o fare piccoli balzi, grazie al pacchetto opzionale di propulsori SpaceX.

Il sistema usa serbatoi in composito ad altissima pressione (COPV). Questi alimentano poi degli ugelli a gas freddo nascosti nella carrozzeria. Di recente, inoltre, è circolato un video girato fuori da un recinto di prova SpaceX. Si intravede la sagoma di un veicolo che sfiata gas e si stacca dall’asfalto.

Sarebbero i primi propulsori di questo tipo su un’auto di serie. Non a caso il sito del conto alla rovescia mostra un render rovesciato con quattro pennacchi che escono dalla coda.

Tesla Roadster, cosa sappiamo prima del 1° ottobre: propulsori SpaceX, aerodinamica vietata in F1 e sedili monoscocca — screenshot 1

Un design più Cyber?

Proprio quel render offre qualche indizio sullo stile. Si notano un alettone attivo in posizione alta, parafanghi posteriori scolpiti ed una barra luminosa orizzontale continua.

Le forme sembrano più spigolose e geometriche rispetto al concept del 2017. Si parla infatti di un linguaggio vicino al Cybertruck. A sostegno dell’ipotesi c’è anche un dettaglio curioso. Sul sito ufficiale, nella pagina del Roadster, compare il font angolare “Cybertext”. Va detto però che i marchi depositati in primavera non andavano in quella direzione.

Lo sterzo di nuova generazione

Guidare un’auto con propulsori attivi e carico aerodinamico variabile richiede uno sterzo preciso. Un brevetto recente descrive un sistema steer-by-wire che raddoppia l’escursione rotazionale rispetto alle soluzioni attuali.

Tesla Roadster, cosa sappiamo prima del 1° ottobre: propulsori SpaceX, aerodinamica vietata in F1 e sedili monoscocca — screenshot 1

Senza piantone meccanico, il rapporto di sterzo può cambiare in base alla velocità. In pista diventa quindi rapidissimo, mentre in manovra resta leggero e comodo.

Dove si produce e quanto costerà

La produzione è prevista in Texas. I responsabili tecnici hanno infatti confermato che i prototipi alpha sono già in prova. L’assemblaggio, poi, avverrà alla Gigafactory di Austin.

Sul prezzo, invece, non c’è ancora nulla di ufficiale. Le stime parlano di circa 200.000 dollari per la versione standard e di circa 250.000 dollari per la Founder’s Series. Cifre definitive e tempi di consegna dovrebbero arrivare proprio il 1° ottobre.

Quasi nove anni di attesa

Il Roadster di seconda generazione venne svelato il 14 dicembre 2017. Da allora sono passati quasi nove anni. Di mezzo ci sono stati ostacoli ingegneristici, evoluzioni delle batterie e rinvii della piattaforma. Qui sotto, comunque, trovate la presentazione originale.

Vista l’enfasi di questi anni, è probabile che l’evento venga trasmesso in diretta mondiale. Le specifiche definitive, intanto, restano un’incognita. Tra propulsori a razzo, aerodinamica vietata in Formula 1 e scatti sotto il secondo, però, lo spettacolo sembra assicurato.

Noi seguiremo l’evento del 1° ottobre e vi racconteremo tutto. Vi terremo aggiornati!

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