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Tesla Roadster e Ritorno al futuro: l’orario delle 19:55 e gli indizi di Doc Brown prima della presentazione

Tesla aveva fissato la diretta della nuova Roadster alle 19:55, un orario caro ai fan di Ritorno al futuro, mentre Christopher Lloyd e DeLorean alimentavano le voci di un collegamento con il film


Emanuele Esposito 4 min 0 Commenti
La DeLorean di Ritorno al futuro
Foto: Oto Godfrey e Justin Morton, CC BY-SA 4.0

Prima della presentazione della nuova Tesla Roadster, perfino l’orario della diretta sembrava nascondere un indizio. Tesla aveva infatti annunciato l’evento alle 19:55 ora centrale americana, cioè alle 2:55 di notte in Italia. Il conto alla rovescia sulla pagina ufficiale della Roadster, però, puntava alle 20:00. Elon Musk, dal canto suo, aveva ricondiviso il post con un breve commento: “Il tempismo è tutto”.

Un collegamento con Ritorno al futuro?

Scritto nel formato a 24 ore, quell’orario diventa 19:55. È un numero che i fan di Ritorno al futuro conoscono bene. Nel primo film, infatti, Marty McFly torna indietro fino al 5 novembre 1955. È il giorno in cui Doc Brown ha inventato il flussocanalizzatore, cioè il dispositivo che permette alla DeLorean di viaggiare nel tempo.

L’orario poteva anche essere solo un omaggio alle auto volanti promesse dai film. Gli indizi, però, non finivano qui. Christopher Lloyd, l’attore che interpretava Doc Brown, aveva scritto su X che era “quasi ora di vederne delle belle”. È un richiamo alla celebre battuta di Doc sulla DeLorean che tocca le 88 miglia orarie.

Anche DeLorean, del resto, negli ultimi tempi si era fatta vedere spesso sotto i post legati alla Roadster. L’azienda ha infatti stuzzicato i fan con la sua auto elettrica in arrivo. Non solo: ha anche sottolineato quanto il design Tesla prenda in prestito da quello DeLorean.

Una collaborazione con un’altra azienda sarebbe insolita per Tesla, ma non impossibile. In passato, ad esempio, l’app Tesla nascondeva perfino un easter egg dedicato a Ritorno al futuro. Poche ore prima dell’evento, inoltre, Musk aveva scritto che la nuova Roadster va “oltre i film, oltre l’immaginazione”.

Gli ultimi preparativi in Texas

Nel frattempo, i preparativi erano già ben visibili. Su X, l’utente @Josh143574359 aveva condiviso le immagini di Tesla che provava riflettori e laser nell’area dell’evento. Le scene erano state riprese durante una diretta di NASASpaceflight.

Per la data originale del 1° ottobre, poi, Tesla e SpaceX avevano fatto chiudere una porzione dello spazio aereo del Texas sopra il sito SpaceX di McGregor. L’evento era stato rinviato per il maltempo. Quella chiusura, tuttavia, lasciava già intuire una presentazione fuori dal comune.

Musk, intanto, continuava ad alimentare l’attesa. Aveva definito la Roadster “una candidata alla miglior demo di prodotto di tutti i tempi”. In un secondo post, poi, aveva promesso una demo “esplosiva, probabilmente in senso metaforico, ma con qualche possibilità anche in senso letterale”.

Cosa ci si aspettava dalla presentazione

Alla vigilia, le voci più insistenti erano queste:

  • Poteva volare: Musk accennava da tempo che la Roadster avrebbe potuto “volare” grazie al pacchetto SpaceX. Aveva inoltre promesso una demo “indimenticabile”;
  • Guida a testa in giù: si ipotizzava che Tesla mostrasse la Roadster capovolta come una macchinina Hot Wheels, tenuta in pista da ventole e propulsori;
  • Propulsori SpaceX: i propulsori a gas freddo avrebbero potuto abbassare lo 0-96 km/h da meno di due secondi a circa un secondo;
  • Deportanza: alcuni brevetti Tesla descrivevano alettoni attivi e soluzioni vietate nelle corse, come ventole che risucchiano l’auto verso l’asfalto;
  • Design più “Cyber”: i teaser mostravano linee più tese rispetto alla concept del 2017, con barre luminose a tutta larghezza.

Com’è andata a finire, ormai, lo sapete: la Roadster ha volato davvero ed ha guidato a testa in giù. Trovate tutti i dettagli nel nostro articolo sulla presentazione.

E voi, vorreste vedere una collaborazione tra Tesla e DeLorean? Fatecelo sapere nei commenti.

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