La Tesla Roadster che entrerà in produzione nel 2028 non assomiglia per niente a quella mostrata quasi dieci anni fa. Musk l’aveva presentata a sorpresa nel 2017, alla fine dell’evento del Tesla Semi. Era una sportiva rossa, morbida e sinuosa, perfettamente a suo agio accanto a Model S e Model 3. All’epoca, inoltre, Tesla prometteva uno 0-96 km/h in 1,9 secondi, circa 1.000 km di autonomia ed oltre 400 km/h di velocità massima.
La nuova Roadster, invece, punta su linee molto più tese. Tesla stessa ha spiegato che il suo linguaggio stilistico è cambiato, passando dalle S3XY alle forme spigolose di Cybertruck, Cybercab ed Optimus. Il nuovo design, poi, si ispira al ricognitore SR-71 Blackbird ed al caccia F-35.
Our design language has evolved since the last reveal: from S3XY to Cybertruck, Cybercab & Optimus
Roadster is inspired by the SR-71 & F-35 pic.x.com/CV7trDTS66
— Tesla (@Tesla) October 16, 2026
Abbiamo quindi messo a confronto le due Roadster. Trascinate il cursore al centro delle immagini per passare dalla versione del 2017 a quella nuova. I primi tre confronti sono stati realizzati da @chaitu su X.
Il frontale: dalle curve agli spigoli
La Roadster del 2017 aveva un muso arrotondato e scolpito, con fari allungati all’indietro. C’erano poi il logo Tesla ed un’ampia presa d’aria in basso. In pratica sembrava una Model 3 più bassa e più slanciata.
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2017La nuova Roadster, invece, ha un cofano piatto e sfaccettato, con un pannello centrale a forma di V. I fari sono nascosti in piccole aperture a scomparsa agli angoli, mentre una sottile barra luminosa attraversa la parte bassa del frontale. Davanti, inoltre, non c’è più il logo Tesla.
La fiancata: un cuneo da supercar
Di lato, l’originale aveva linee fluide e parafanghi arrotondati. La nuova Roadster ha invece una silhouette bassa a cuneo, più vicina ad una Lamborghini. La linea di cintura è netta e la parte bassa della carrozzeria è nera.
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2017Anche le finiture richiamano il mondo aerospaziale, del resto SpaceX ha avuto un ruolo importante nel progetto. La vernice Ano White si ispira infatti ai rivestimenti che proteggono i razzi dai raggi UV, dal freddo estremo e dalla corrosione. La tinta dorata dei vetri, poi, imita il rivestimento in rame delle visiere delle tute spaziali, con dettagli in titanio un po’ ovunque.
Cambiano anche i cerchi: al posto di quelli più grandi a molte razze del 2017 ci sono cerchi leggeri a razze sottili. Le portiere tradizionali, infine, lasciano il posto a portiere a forbice che si aprono a mano.
Il posteriore: i propulsori in bella vista
Dietro, la Roadster del 2017 aveva la scritta “TESLA” sul baule, fanali sottili ed un diffusore liscio. La nuova, invece, ha un fanale a tutta larghezza come quello della Model Y restyling, un portellone sfaccettato ed un diffusore a vista. Da qui si vedono gli ugelli dei propulsori e le ventole di aspirazione. Sono proprio queste, tra le altre cose, a farle guidare a testa in giù.
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2017L’aerodinamica nascosta che si trasforma
Il cambiamento più grande, però, riguarda le parti che si muovono. Tesla lo chiama Hidden Aero: un’aerodinamica a filo della carrozzeria che nasconde la vera forma dell’auto. Le minigonne mobili davanti, sui lati e dietro aiutano le ventole a creare il vuoto sotto l’auto. Alcuni pannelli sui parafanghi si aprono ed anche il cofano può sollevarsi per far passare più aria. L’alettone attivo posteriore, infine, si alza per la deportanza e si ritrae per la velocità.
Attivando la Track Mode, poi, l’auto si abbassa e passa alla configurazione High-Downforce od a quella Low-Drag. La concept del 2017, invece, non aveva nulla di simile.
Gli interni: meno posti, più spinta
La Roadster originale prometteva quattro posti in configurazione 2+2 ed un tetto in vetro rimovibile. La nuova ha invece due posti, anzi uno solo nella versione Rocket, con i sedili integrati nel telaio per risparmiare peso. Resta comunque un pannello del tetto rimovibile, che la trasforma in una cabrio.
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2017Tesla ha dovuto rinunciare ai posti posteriori per fare spazio al serbatoio in fibra di carbonio da 200 litri. È questo, infatti, a fornire il gas compresso ai propulsori. La Rocket, inoltre, aggiunge un secondo serbatoio da 400 litri. Per questo perde anche il sedile del passeggero.
L’abitacolo Supersonic abbina la tappezzeria Ultrawhite a fianchetti in microsuede grigio. Davanti al guidatore c’è uno yoke steer-by-wire, insieme ad un touchscreen centrale ed a due piccoli display.
Mancano ancora alcuni anni alla produzione, quindi qualche dettaglio potrebbe cambiare. Il nuovo look, però, segna già il passaggio di Tesla dall’era delle S3XY a quella “Cyber”. E voi, preferite la Roadster del 2017 o quella nuova? Fatecelo sapere nei commenti.

























