Dall’account @tesla_app_ios arriva l’analisi del codice della nuova app Robotaxi 26.10.0. Al suo interno c’è una novità che molti Teslers aspettano da anni: le stringhe per iscrivere la propria Tesla alla rete Robotaxi.
La scoperta arriva proprio mentre Tesla ha dato, per la prima volta, una tempistica concreta. Durante la conference call del terzo trimestre 2026, infatti, l’azienda ha indicato il secondo trimestre del 2027 per le prime auto dei clienti nella flotta.
Robotaxi App 26.10.0 De-Compile
— Tesla App Updates (iOS) (@tesla_app_ios) October 21, 2026
Come funzionerebbe l’iscrizione delle auto private?
Stando al codice, l’app può selezionare un’auto specifica tramite il suo VIN. In pratica, chi possiede più di una Tesla potrebbe scegliere quali vetture mettere a disposizione della rete. Uno stato separato segue poi ogni auto nelle varie fasi: in attesa di revisione, attiva, assegnata ad una corsa e disiscritta.
Le stringhe, tuttavia, non dicono quali requisiti dovranno avere le auto. Non chiariscono nemmeno come verranno divisi i guadagni, né chi si assumerà la responsabilità. Ad oggi, quindi, non si tratta né di una funzione confermata né di una data di lancio ufficiale. La build di questa versione risale a lunedì 19 ottobre e Tesla, per ora, non ha commentato.
Cosa ha detto Tesla durante la conference call?
Il 21 ottobre Ashok Elluswamy, vicepresidente del software AI di Tesla, è stato piuttosto chiaro:
Pensiamo che intorno al secondo trimestre del prossimo anno potremo attivare alcune delle prime auto dei clienti come parte della flotta Robotaxi.
Secondo Elluswamy, i Cybercab e le Model Y robotaxi usano già lo stesso software. Tesla lo porterà ai clienti con FSD v15, la versione che passerà da circa 1 a 10 miliardi di parametri nelle reti neurali. La flotta Robotaxi riceverà la v15 per prima, poi toccherà alle auto dei clienti.
Il passo che manca è far entrare le auto private nelle geofence e nel sistema di gestione della flotta già usato da Tesla. Per questo l’endpoint dedicato robotaxi_enroll sembra un primo tassello di quell’infrastruttura. Di conseguenza, la guida non supervisionata dovrebbe partire solo in alcune zone degli Stati Uniti. Austin, città dove è nato il servizio, potrebbe essere tra le prime.
Cosa cambia per i passeggeri?
Il codice nasconde anche diverse funzioni per chi viaggia. La prima è una modalità Find My Car in realtà aumentata. Usa la fotocamera dello smartphone, l’Ultra Wideband ed il Bluetooth per mostrare direzione e distanza dell’auto assegnata. C’è poi un nuovo sistema per segnalare un problema indicando l’incrocio più vicino, con bozze che scadono dopo un certo tempo.
Inoltre, i passeggeri potrebbero gestire dallo smartphone la parte posteriore dell’abitacolo. Parliamo di reclinazione ed abbattimento dei sedili, riscaldamento e ventilazione posteriori e clima della seconda fila. Per i gruppi arrivano invece lo stato del viaggio condiviso ed una coda multimediale comune.
Infine, nel codice compaiono anche delle navette a percorso fisso. Si parla di una flotta shuttle separata, di fermate predefinite e di alcuni luoghi di Palo Alto, insieme alla stringa “Updating Palo Alto campus pins in search history”. Potrebbe quindi arrivare per prima una navetta per il campus di Palo Alto, anche se non è chiaro quali percorsi siano già attivi.
Quanto si potrà guadagnare?
Tesla ripete da tempo che i proprietari di Model 3 e Model Y potranno inserire l’auto nella rete Robotaxi per guadagnare quando non la usano. Questa, però, è la prima volta che arriva una tempistica. Restano comunque molte domande aperte: non sappiamo come funzionerà la divisione dei ricavi, né come verranno gestite ricarica, pulizia e flotta per le auto dei privati.
Nel frattempo, l’interesse per FSD continua a crescere. Nel terzo trimestre oltre il 75% delle nuove consegne in Nord America includeva FSD a pagamento, un nuovo record. I clienti paganti nel mondo sono ormai più di 1,7 milioni. Musk, dal canto suo, si aspetta che i guadagni del Robotaxi pesino sui conti di Tesla proprio intorno al secondo trimestre 2027. Come sempre, però, le sue tempistiche vanno prese con le pinze.
Per noi in Italia, almeno per ora, non cambia nulla: tutto questo riguarda gli Stati Uniti e non ci sono indicazioni per l’Europa. Ad ogni modo, se Tesla rispetterà i tempi, già a metà 2027 alcuni proprietari americani potrebbero mandare la propria auto a fare corse in totale autonomia. Vi terremo aggiornati!

