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Tesla chiede l’approvazione dell’FSD in Corea del Sud: potrebbe sbloccarsi su oltre 180.000 Model 3 e Model Y costruite in Cina

Tesla Korea ha inviato al ministero dei Trasporti sudcoreano la richiesta di approvazione dell'FSD (Supervised): oggi lo usano solo le Tesla prodotte negli USA, mentre oltre 183.000 Model 3 e Model Y cinesi restano escluse


Emanuele Esposito 3 min 0 Commenti

Tesla ha fatto il primo passo ufficiale per portare l’FSD (Supervised) su tutte le sue auto in Corea del Sud. In questi giorni Tesla Korea ha inviato la richiesta al ministero dei Trasporti sudcoreano, via email e per raccomandata. La notizia è emersa durante un’audizione all’Assemblea Nazionale, dove il ministro dei Trasporti Hong Ji-seon ha confermato di averla ricevuta.

Perché oggi l’FSD in Corea funziona solo su alcune Tesla?

Il punto è tutto qui: in Corea del Sud l’FSD è già attivo, ma soltanto sulle auto prodotte negli Stati Uniti. Queste vetture, infatti, possono usarlo grazie all’accordo di libero scambio tra Corea ed USA. Le Tesla importate dalla Cina, invece, devono rispettare le norme coreane e quindi restano escluse.

I numeri spiegano bene il problema. Delle 238.968 Tesla immatricolate nel Paese, circa il 77,6% non può usare l’FSD. Si tratta per lo più di 183.407 Model 3 e Model Y costruite in Cina: la grande maggioranza dei proprietari.

Tesla chiede l’approvazione dell’FSD in Corea del Sud: potrebbe sbloccarsi su oltre 180.000 Model 3 e Model Y costruite in Cina — screenshot 1

Da “nessun test richiesto” alla domanda ufficiale

La svolta arriva poche settimane dopo l’audizione dell’8 ottobre, in cui Tesla Korea era finita sotto accusa. In quell’occasione, infatti, il country manager Seo Young-deuk aveva ammesso che l’azienda non aveva mai chiesto test alle autorità.

Non abbiamo richiesto alcun test alle autorità. Se il governo creerà un sistema ed un canale per la verifica, ci sottoporremo attivamente alla valutazione.

All’epoca circolavano già circa 45.000 Tesla americane con FSD, senza alcun test di sicurezza governativo. Il ministero, dal canto suo, aveva spiegato di non poterle bloccare perché manca uno standard internazionale di riferimento. In ogni caso, Tesla mantiene la sua regola: durante l’uso dell’FSD la responsabilità di un incidente resta del conducente.

Cosa può cambiare adesso?

Ora la palla passa al ministero. I parlamentari chiedono che, con una domanda ufficiale sul tavolo, il sistema venga testato davvero. In altre parole, non basta più un semplice no. Se l’approvazione arriverà, l’FSD potrebbe attivarsi in un colpo solo su oltre 180.000 auto.

Non è un mercato qualsiasi. Tra gennaio e settembre Tesla ha immatricolato in Corea 89.148 auto, il 104,4% in più sul 2025. A trainare le vendite è soprattutto la Model Y prodotta in Cina, apprezzata per il prezzo competitivo.

Per noi in Italia, invece, la situazione è diversa: l’FSD non è ancora disponibile e la partita si gioca a livello europeo.

Vi terremo aggiornati!

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