Dopo la presentazione del 15 ottobre conoscevamo già i nomi delle versioni della nuova Tesla Roadster e i tempi sullo 0-96 km/h. Mancava però un dettaglio fondamentale: cosa offre davvero ciascuna versione e cosa invece le manca.
Ora la risposta arriva dai materiali stampa ufficiali di Tesla. Le pagine sono state fotografate e condivise su X da Ryan Zohoury. Sawyer Merritt, invece, le ha scomposte voce per voce.
Una delle pagine riporta la dicitura “What was shared with Media on Wednesday October 14”. In pratica, è il materiale consegnato alla stampa il giorno prima della presentazione. Al momento, tuttavia, né Tesla né Elon Musk hanno commentato i documenti.
Performance: niente razzi, ma tutto il resto
La versione d’ingresso si chiama Performance ed è la Road Ready della gamma. Non ha propulsori a razzo né serbatoi in fibra di carbonio (i cosiddetti COPV). Di conseguenza, rinuncia anche all’accelerazione assistita dai razzi.
Ciononostante, la dotazione resta notevole. Ci sono le porte diedre con pannelli del tetto rimovibili e la modalità Active Track Mode. Inoltre troviamo alettoni e barge board attivi, il sistema di aspirazione con ventola e minigonne e i freni carboceramici.
Completano il quadro gli ammortizzatori adattivi, la pedaliera regolabile e lo steer-by-wire con brake-by-wire. Lo 0-96 km/h scende sotto 1,6 secondi. La velocità massima, invece, supera i 210 mph, cioè circa 338 km/h. L’accelerazione di picco va oltre 1,5g.
Restano fuori i vetri dorati, il pacchetto interni Supersonic e la vernice Ano White.
Thrust: quattro propulsori e lo 0-96 sotto 0,9 secondi
Salendo alla Thrust, ovvero la Race Ready, arriva un singolo serbatoio COPV. Con lui arrivano anche quattro propulsori posteriori per l’accelerazione e gli attuatori elettrici Optimus. Il risultato è uno 0-96 km/h sotto 0,9 secondi, mentre la velocità massima supera i 230 mph (circa 370 km/h).
La Thrust aggiunge poi i vetri con tinta dorata ed il pacchetto Supersonic. Quest’ultimo prevede abitacolo Ultrawhite, dettagli e fianchetti dei sedili in microsuede grigio. C’è anche uno yoke con due piccoli display anteriori. I posti restano due.
Mancano invece il secondo COPV, i propulsori per sollevamento e imbardata e la vernice Ano White.
Rocket: monoposto, dieci propulsori e oltre 5g
Soltanto la Rocket, la Air Ready, ha la dotazione completa. È infatti l’unica monoposto della gamma, con due serbatoi COPV e ben 10 propulsori. Quattro sono posteriori e servono ad accelerare. Altri quattro puntano verso il basso per controllare il sollevamento, mentre gli ultimi due, laterali, gestiscono l’imbardata.
È anche l’unica con la vernice Ano White, protetta da raggi UV e temperature criogeniche. Lo 0-96 km/h scende sotto 0,59 secondi, l’accelerazione di picco supera i 5g e la spinta massima va oltre gli 80 kN. Davvero pazzesco!
Cosa hanno in comune le tre versioni?
Tutte e tre condividono gli stessi numeri principali. Parliamo di una potenza di picco oltre 1 MW e di una coppia motore superiore a 1.400 Nm. L’autonomia EPA, inoltre, supera le 300 miglia, ovvero circa 480 km.
In pista, poi, la rigidità delle sospensioni più che triplica e l’altezza da terra scende fino a 40 mm.
Here is more new info about what comes and doesn’t come with each next-gen Tesla Roadster trim (subject to change)
— Sawyer Merritt (@SawyerMerritt) October 24, 2026
Attenzione però: la produzione partirà soltanto nel 2028 e Tesla non ha ancora comunicato i prezzi. Quindi specifiche, versioni e dotazioni potrebbero ancora cambiare. Nel frattempo le prenotazioni restano aperte con un deposito di 50.000 dollari.
E voi quale versione scegliereste tra Performance, Thrust e Rocket? Fatecelo sapere nei commenti!





