Tesla sta lavorando per dare il senso del tatto ad Optimus. Lo rivela un nuovo brevetto pubblicato oggi, che sembra descrivere proprio le nuove mani del robot umanoide. Al centro del documento ci sono dei sensori tattili morbidi e flessibili, capaci di seguire le curve della mano.
L’obiettivo è semplice da spiegare: permettere al robot di percepire il contatto, proprio come farebbe una persona. In questo modo Optimus potrebbe misurare forza e pressione anche nei punti più arrotondati. Con dei sensori rigidi o piatti, infatti, sarebbe molto più difficile.
Sensori su dita, pollice e palmo
Il brevetto porta il numero US 2026/0310299 ed è stato pubblicato oggi. Tesla però lo aveva depositato l’11 settembre 2025. Rivendica inoltre la priorità di una domanda provvisoria presentata il 4 aprile dello stesso anno.
I disegni mostrano diverse sezioni di sensori distribuite su pollice, palmo ed indice. Ogni sezione può contenere più aree di rilevamento, monitorate in modo indipendente. Tesla le chiama pixel, ed il paragone con uno schermo aiuta a capire il concetto.
Ogni pixel rileva il contatto fisico in modo autonomo. Così il robot può sapere in quale punto un oggetto tocca la mano. Il sensore sul palmo, ad esempio, ne copre gran parte della superficie.
Il documento parla anche di una pelle esterna flessibile per un robot umanoide, nella quale integrare i sensori. Sono previsti inoltre altri impieghi, ad esempio su dispositivi indossabili, veicoli autonomi ed altri sistemi automatizzati.
Come fanno i sensori a trasformare la pressione in un segnale?
La struttura ricorda quella di un sandwich a strati. Due fogli flessibili ospitano dei tracciati conduttivi, mentre al centro si trova un separatore deformabile. Nei punti in cui i tracciati si sovrappongono nascono quindi le singole aree di rilevamento.
Tesla descrive due versioni: una capacitiva ed una resistiva. Nella prima la pressione comprime un separatore isolante ed avvicina tra loro le zone conduttive. Cambia così la capacità, cioè l’attitudine ad immagazzinare carica elettrica, e l’elettronica collegata può misurarla.
Nella versione resistiva, invece, lo strato centrale usa un materiale particolare. La sua resistenza elettrica varia quando viene schiacciato. L’elettronica rileva quindi la variazione e registra il contatto o la pressione.
Due metodi per produrre sensori curvi
La parte più interessante riguarda la produzione, perché dare una forma curva ad un sensore non è banale. Il primo metodo parte da un materiale piatto. L’inchiostro conduttivo viene stampato in serigrafia su fogli flessibili, che poi vengono riscaldati e modellati sopra uno stampo. Una volta raffreddato, il sensore mantiene la sua forma curva.
Il secondo metodo inverte la sequenza. Prima si dà forma alla base, poi si aggiungono i tracciati conduttivi direttamente sulla superficie curva. Le opzioni descritte sono tre. Si può depositare l’inchiostro con un sistema di posizionamento, oppure trasferirlo con un tampone di stampa flessibile. In alternativa si usa un laser, che prepara alcune zone alla successiva placcatura metallica.
Cosa cambierebbe nell’uso reale?
Il brevetto si ferma alla misura di forza, contatto e pressione, senza descrivere applicazioni precise. Le ricadute pratiche, però, sono facili da immaginare. Con dati in arrivo da più punti della mano, infatti, un robot potrebbe regolare la presa e dosare la pressione su ogni oggetto. Con abbastanza pixel potrebbe perfino intuire cosa sta toccando dalla forma che “sente”, ma questa resta una nostra ipotesi.
Il documento spiega poi che i sensori attuali sono piatti e non si adattano alle geometrie tridimensionali. Quelli curvi, invece, possono seguire la forma di un palmo o di un dito.
Va detto che il brevetto non nomina mai Optimus in modo esplicito. Sappiamo però che Tesla sta sviluppando la terza generazione del robot. Elon Musk, inoltre, si è detto entusiasta dei progressi fatti dal team proprio sulle mani.
Per vederle dal vivo servirà comunque pazienza. Tesla ha infatti cambiato i piani rispetto a quanto previsto all’inizio: Optimus Gen 3 verrà mostrato soltanto a ridosso della produzione, per evitare che venga copiato. Vi terremo aggiornati!


