Da qualche mese Tesla è rimasta piuttosto in silenzio sul suo robot umanoide, ma a tradirla è stata la sua stessa app. Dentro l’ultimo aggiornamento dell’app Tesla per Android sono infatti spuntati dei nuovi file grafici che mostrano per la prima volta, senza veli e senza camuffamenti, l’Optimus Gen 3 pronto per la produzione.
A trovarli è stato l’appassionato @WholeMars, che ha scovato i render nascosti nell’aggiornamento dell’applicazione. Il post originale è stato poi cancellato, ma nel frattempo era già stato rilanciato da @TeslaNewswire. Non si tratta di bozzetti o di concept stilizzati: sono i modelli ufficiali usati dall’interfaccia dell’app per mostrare il robot sullo smartphone.
Tesla Optimus Gen 3 vs Gen 2.5 https://t.co/cQA7VkTU9j pic.twitter.com/2ggsIUyUd0
— The Tesla Newswire (@TeslaNewswire) September 23, 2026
Cosa cambia rispetto al Gen 2.5
I render estratti permettono un confronto diretto tra il nuovo Gen 3 e le vecchie risorse grafiche del prototipo Gen 2.5, ed il passo verso la produzione in serie si vede tutto. Dove il Gen 2.5 mostrava i cinematismi meccanici scoperti e le placche metalliche dorate lungo la parte bassa delle gambe, il Gen 3 adotta una finitura industriale molto più pulita:
- il gruppo bacino ed anca ora integra coperture flessibili delle giunture nel punto in cui il busto incontra le cosce, sigillando cuscinetti e punti di schiacciamento contro polvere e detriti (e regalando un aspetto decisamente più curato);
- le vistose finiture dorate su ginocchia e stinchi lasciano il posto a carenature nere opache, con un risultato finale a due tonalità, nero ed oro champagne;
- braccia e mani sembrano molto più rifinite, e le mani in particolare fanno un salto enorme: secondo Tesla l’Optimus Gen 3 arriva a 22 gradi di libertà nelle mani, avvicinandosi parecchio alla funzionalità di una mano umana;
- i pannelli della carrozzeria sono più aderenti, la silhouette è più snella e l’insieme sembra un prodotto hardware da mettere in vendita, non più un esperimento da laboratorio con i cavi a vista.
Del resto il Gen 3 è sempre stato indicato come la versione progettata specificamente per la produzione di massa in fabbrica, e questo design raffinato racconta bene quali siano state le due priorità: semplicità costruttiva ed aspetto finale.
Quando lo vedremo davvero sul palco
L’attesa per il Gen 3 in carne ed acciaio si sta facendo lunga. Tesla aveva già rinviato la presentazione pubblica, con Elon Musk che nella scorsa primavera aveva parlato di alcuni “ritocchi finali” necessari prima di salire sul palco. L’ultimo assaggio ufficiale era arrivato dal responsabile del programma Optimus, che durante una presentazione tecnica di quest’anno aveva mostrato soltanto la silhouette del robot.
Adesso però l’attenzione dell’azienda è tutta sulla presentazione del nuovo Roadster, in programma a Waco il 1° ottobre: più probabile quindi che un evento dedicato ad Optimus arrivi verso la fine dell’anno o all’inizio del prossimo.
A Fremont si lavora già
Dietro le quinte, intanto, l’attrezzaggio delle fabbriche procede spedito. Nel corso dell’estate Tesla ha iniziato a convertire le vecchie linee di Model S e Model X a Fremont per assemblare i robot, con l’obiettivo di arrivare ad una capacità di un milione di unità l’anno quando la produzione sarà a regime. Più avanti i piani puntano ancora più in alto, con Gigafactory Texas da portare fino a dieci milioni di Optimus all’anno. L’avvio della produzione di massa era previsto entro quest’anno: di tempo ne restano tre mesi.
C’è poi un dettaglio che spesso passa inosservato. Trovare questi modelli 3D dentro l’app conferma che Tesla sta già preparando le fondamenta software per permettere a proprietari e gestori di flotte di monitorare i propri robot direttamente dal telefono, esattamente come oggi si controlla l’auto. Adesso manca soltanto che Tesla lo mostri ufficialmente. Vi terremo aggiornati!
