Il Full Self-Driving (Supervised) ha un nuovo nome in Europa. Tesla lo ha ufficialmente ribattezzato Tesla Assisted Driving in tutto il continente. I siti europei dell’azienda mostrano già la nuova denominazione, come segnalato su X da Sawyer Merritt.
Il cambio arriva dopo i colloqui con il Ministero federale dei Trasporti tedesco. Secondo Merritt, inoltre, “dovrebbe aiutare ad ottenere l’approvazione in tutta l’UE”.
Il nuovo nome è già nell’app Tesla italiana
La novità riguarda anche noi. Aprendo l’app Tesla in Italia, infatti, nella sezione Aggiornamenti compare ora l’abbonamento Tesla Assisted Driving Basic, proposto a 49 € al mese.
Attenzione però al prezzo. I 49 € valgono soltanto per chi ha già acquistato il pacchetto Autopilot Avanzato, quello con Summon, Autopark e le altre funzioni. Per tutti gli altri, invece, l’abbonamento costa 99 € al mese.
La scheda elenca le funzioni incluse: Sistema di Autosterzatura, Cruise control adattivo e Cambio di corsia. Ci sono poi Navigare con il Sistema di Autosterzatura, Dumb Summon, Actually Smart Summon, Autopark e Controllo dei semafori e degli stop.
Tesla però mette subito le mani avanti. Nella stessa schermata si legge che “Tesla Assisted Driving non è ancora disponibile, ma potrebbe esserlo in futuro”. La disponibilità, prosegue il testo, dipende dallo sviluppo e dall’approvazione delle autorità competenti. Le funzioni attuali richiedono comunque la supervisione attiva del conducente e non rendono autonomo il veicolo.
Perché Tesla ha cambiato nome all’FSD?
Pochi giorni fa vi avevamo raccontato la posizione di Berlino. La Germania si era detta pronta a sostenere l’FSD nel voto europeo, a patto che Tesla lo rinominasse Tesla Assisted Driving, in breve TAD. Il ministro federale dei Trasporti Bilger avrebbe raggiunto un accordo con Tesla già a settembre. Il ministero, inoltre, ha riconosciuto al sistema ottime prestazioni nel traffico urbano.
Ma il nome non è l’unica richiesta. La Germania vuole anche che il sistema non superi di oltre il 10% il limite di velocità indicato. Tesla non ha ancora confermato di aver introdotto questa modifica.
Nel mirino c’è lo Speed Offset, la funzione che oggi in alcune condizioni permette di superare i limiti fino al 50%. La Germania aveva già sollevato dubbi sull’eccesso di velocità. La Svezia, invece, ha chiesto all’UE di respingere l’FSD proprio per questo motivo. Critiche simili sono arrivate anche dalla Francia e da associazioni per la sicurezza stradale, come lo European Transport Safety Council. Per convincere del tutto Berlino, quindi, Tesla dovrà probabilmente limitare o rimuovere lo Speed Offset nella versione europea.
La sigla TAD, tra l’altro, non è una novità assoluta. Anche in Cina l’FSD dovrebbe tornare con il nome Tesla Assisted Driving. Lo suggeriscono gli aggiornamenti ai manuali d’uso cinesi di Tesla, comparsi all’inizio di quest’anno.
Cosa manca per l’approvazione in tutta l’UE?
Il voto europeo era previsto per il 6 ottobre, ma è stato rinviato almeno a dicembre. Per passare serve una maggioranza qualificata di almeno 15 Paesi favorevoli. Nel frattempo Tesla sta raccogliendo le approvazioni nazionali una alla volta.
Finora sono otto i Paesi che hanno dato il via libera: Paesi Bassi, Belgio, Danimarca, Lituania, Estonia, Slovenia, Repubblica Ceca e Croazia.
La Germania non ha ancora approvato il sistema sulle proprie strade. La situazione però potrebbe cambiare, ora che Tesla sta assecondando le sue richieste. In ogni caso, l’appoggio del più grande mercato automobilistico d’Europa potrebbe pesare parecchio a Bruxelles.
Resta quindi da capire se uno Speed Offset limitato basterà a convincere Svezia, Francia e gli altri scettici prima del voto di dicembre. Vi terremo aggiornati!


