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Tesla, i Cybercab invadono il GP di Formula 1 di Austin: nuovo record di avvistamenti senza conducente

Nel weekend del GP di Formula 1 di Austin decine di Cybercab hanno portato i tifosi al circuito: record di 1.250 avvistamenti in un giorno, il 93% senza nessuno al volante


Emanuele Esposito 6 min 0 Commenti

Tesla ha schierato i suoi Cybercab senza conducente in massa per le strade di Austin. L’occasione è stata il Gran Premio degli Stati Uniti di Formula 1, corso domenica 25 ottobre al Circuit of the Americas. Le immagini condivise sui social mostrano lunghe file di robotaxi diretti verso il circuito.

“Robotaxi a perdita d’occhio!”, ha scritto su X Ashok Elluswamy, vicepresidente del software AI di Tesla. Elluswamy ha rilanciato una foto di Ben Steindl. Nello scatto si vede una fila di Cybercab dorati e di Model Y che si allunga su una strada vicino al tracciato.

Sawyer Merritt è un azionista Tesla e creator con oltre 1,1 milioni di follower su X. A suo dire, a metà giornata più di 50 Cybercab stavano già lasciando passeggeri alla gara. Tesla, invece, non ha comunicato quante corse abbia effettuato da e per il circuito tra sabato e domenica.

Il Gran Premio, diciottesima tappa della stagione, è partito alle 15 ora locale, dopo le prove libere di venerdì e le qualifiche di sabato. A luglio il fondatore del circuito, Bobby Epstein, parlava di un evento “avviato verso un anno record”. Per il weekend del 2025, infatti, l’affluenza ufficiale era stata stimata in oltre 400.000 persone.

Il circuito si trova circa 24 km a sud-est del centro di Austin. Secondo Epstein, i lavori sulla viabilità e le nuove corsie d’accesso potrebbero permettere di gestire tra le 15.000 e le 30.000 persone in più al giorno.

Il record di avvistamenti

I dati raccolti dalla community indicano un’attività dei Cybercab fuori dal comune. Cybercab Spotter, un account che raccoglie le segnalazioni degli utenti, ha registrato 1.250 avvistamenti ad Austin nella sola giornata di sabato, quella delle qualifiche. In 1.159 casi non c’era nessuno al posto di guida: parliamo di una quota senza conducente del 93%.

Robotaxi Radar, che elabora gli stessi dati, ha confermato che si tratta di due record. Il precedente massimo complessivo era di 1.072 avvistamenti, toccato il 16 ottobre. Quello delle auto senza conducente, invece, era fermo a 921.

Tesla, i Cybercab invadono il GP di Formula 1 di Austin: nuovo record di avvistamenti senza conducente — screenshot 1

L’area servita arriva fino al circuito

La spinta del giorno della gara segue alcune modifiche che Tesla ha fatto al servizio di Austin pochi giorni prima. La sera del 22 ottobre, infatti, l’area coperta è stata allargata fino al circuito. La mappa dell’app mostra una piccola zona nuova al margine sud-est, attorno al tracciato, in direzione di Elroy e della FM 812.

Tesla ha anche esteso l’orario delle richieste di corsa fino all’1 di notte. Il limite precedente era la mezzanotte, introdotta il 17 ottobre, mentre fino ad allora le corse ad Austin terminavano alle 23. Nell’app compariva un banner con la scritta “Ultima chiamata all’1 · Solo destinazioni vicine”.

Prima di questa modifica, l’area di Austin copriva circa 684 km², dopo l’espansione arrivata poco prima del lancio del Cybercab ad inizio settembre. Tesla non ha detto quanto aggiunga il nuovo confine. Inoltre, non ha annunciato nessuna delle due novità sui propri account.

Nelle prime ore, tuttavia, alcuni utenti hanno notato che l’app bloccava ancora le destinazioni vicino al circuito. Cercando “cota”, comparivano il parco a tema COTALAND e la pista COTA Karting, entrambi con l’etichetta “Service blocked”.

E Waymo?

L’utente di X Nic Cruz Patane ha condiviso una mappa che mette a confronto le aree servite da Tesla e da Waymo ad Austin. Waymo opera in città solo tramite l’app di Uber. A gennaio ha allargato la sua zona a circa 363 km², arrivando a sud fino a Manchaca ed a nord fino al Domain. Il circuito, quindi, resta fuori da questi confini.

Il 24 settembre Waymo ha avviato ad Austin le prime corse completamente senza conducente in autostrada, le prime in Texas. Tra gli aeroporti serviti, però, non risulta l’Austin-Bergstrom International Airport.

Il confronto riguarda soltanto i confini delle aree. Nessuna delle due aziende, infatti, pubblica quanti veicoli impiega in ogni zona. Waymo, inoltre, non ha annunciato alcun servizio dedicato al giorno della gara.

Quanti sono i Cybercab?

Tesla ha avviato le corse a pagamento con il Cybercab ad Austin il 3 settembre. Il 10 ottobre l’account Robotaxi ha comunicato che la flotta aveva superato i 300 Cybercab. Per ora, il veicolo è disponibile solo ad Austin.

Domenica a metà giornata, il registro del Texas contava 970 veicoli Tesla Robotaxi, di cui 463 Cybercab. In pratica, oltre la metà in più rispetto ai 300 citati da Tesla il 10 ottobre.

I Robotaxi su base Model Y circolano anche a Dallas, Houston, Miami, Orlando e Tampa. Secondo Tesla, Las Vegas, Jacksonville, Phoenix e San Antonio arriveranno “presto”, ma senza date precise. Questo mese, un dirigente ha detto che anche il Cybercab arriverà “presto” a Dallas.

Durante la conference call del terzo trimestre, il 21 ottobre, Elluswamy ha spiegato che il servizio fino alle 2 di notte arriverà “molto presto”. Tesla, inoltre, punta a coprire tutte le 24 ore entro la fine dell’anno.

I chilometri senza conducente

Secondo il rapporto sulla sicurezza del servizio Robotaxi, dal 22 gennaio al 18 ottobre i veicoli Tesla hanno percorso circa 5 milioni di km. Il tutto senza personale di sicurezza a bordo. Austin pesa per oltre 3,4 milioni di km, molto più di Dallas, ferma a circa 979.000 km.

Tesla dichiara zero feriti causati dai suoi robotaxi su questa distanza. Il rapporto, però, conta solo le collisioni in cui è stato il robotaxi ad urtare per primo. Include anche i casi in cui un operatore remoto ha assistito o ha preso il controllo. Gran parte di questi chilometri, inoltre, è stata percorsa da agosto in poi.

La scadenza con la NHTSA

Il weekend di gara arriva a pochi giorni da una scadenza importante. Entro il 30 ottobre, infatti, Tesla deve rispondere alle autorità statunitensi per la sicurezza stradale. La domanda riguarda come abbia certificato il Cybercab, che non ha volante né pedali.

La NHTSA ha aperto la verifica il 3 settembre, lo stesso giorno in cui sono partite le corse a pagamento. Il 10 settembre ha poi inviato uno Special Order con 21 richieste.

Tesla punta a consegnare i primi Cybercab ai clienti entro la fine del 2026. I dirigenti, tuttavia, hanno precisato che la maggior parte resterà di proprietà dell’azienda e servirà la sua rete di ride-hailing. Per noi in Italia, ovviamente, si tratta ancora di uno sguardo da lontano: il servizio Robotaxi resta per ora limitato alle città americane citate.

Vi terremo aggiornati!

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