Negli Stati Uniti noleggiare una Tesla per provare la guida assistita diventa molto più semplice. Turo, la piattaforma di noleggio auto tra privati, ha annunciato con un comunicato ufficiale il primo servizio di noleggio con FSD (Supervised) verificato. Si parte il 28 ottobre.
In pratica, chi cerca un’auto su Turo potrà filtrare, trovare e prenotare proprio le Tesla con il Full Self-Driving attivo. Lo stato dell’FSD non è dichiarato a voce dal proprietario: viene verificato tramite un’integrazione diretta con le API di Tesla. Secondo Turo, sulla piattaforma ci sono già migliaia di Tesla con l’FSD abilitato.
Come funziona per chi noleggia e per chi affitta la propria Tesla?
Per i proprietari il meccanismo è semplice. Basta collegare il proprio account Tesla a Turo: a quel punto lo stato dell’FSD (Supervised) viene verificato in automatico e mostrato sugli annunci idonei. Inoltre, gli host statunitensi idonei possono ricevere un mese di prova gratuita dell’abbonamento FSD.
Dopo il mese di prova, però, scatta il normale abbonamento Tesla da 99 dollari al mese. Un costo che i proprietari vorranno probabilmente recuperare con le tariffe giornaliere. Turo, infatti, non ha chiarito se gli annunci con FSD avranno un prezzo più alto.
Il bacino è ampio: Model 3 e Model Y sono rispettivamente il terzo ed il quarto modello più noleggiato su Turo dall’inizio dell’anno.
Il CEO di Turo, Andre Haddad, parla di una “integrazione con Tesla che è la prima del settore”. Ha poi aggiunto un dato interessante:
La maggior parte dei viaggiatori ha avuto poche occasioni di provare la tecnologia di assistenza alla guida, ma la domanda è evidente. Secondo le nostre ricerche, il 55% degli americani è interessato alla guida autonoma per viaggiare, una quota che sale al 71% nella Gen Z.
Perché a Tesla conviene?
Per Tesla è un modo nuovo per mettere l’FSD nelle mani di chi una Tesla non ce l’ha. Un weekend in viaggio con l’FSD, del resto, è una prova molto più completa del classico giro di quindici minuti con un advisor.
C’è anche un motivo più concreto. Da febbraio l’FSD si vende solo in abbonamento, e nel terzo trimestre Tesla ha dichiarato 1,74 milioni di abbonamenti attivi. È una metrica che conta per il pacchetto retributivo di Elon Musk, che fissa un traguardo di 10 milioni. Le prove gratuite non entrano nel conteggio. Quindi ogni host che continua a pagare dopo il primo mese fa salire il numero, ed ogni cliente soddisfatto è un potenziale abbonato futuro.
Attenzione: non è guida senza conducente
Il comunicato di Turo insiste molto su termini come self-driving e driverless. Tuttavia, l’FSD (Supervised) resta un sistema di assistenza di livello 2: chi siede al volante è sempre responsabile. Non a caso, Turo si limita ad invitare i clienti a leggere la documentazione Tesla e le linee guida di sicurezza prima del ritiro.
Resta poi un punto aperto. Turo non ha chiarito chi risponde in caso di incidente con l’FSD attivo: il cliente, il proprietario oppure i piani di protezione della piattaforma.
Per noi italiani, naturalmente, è una novità da guardare a distanza. Turo è presente anche in Regno Unito e Francia, ma il servizio riguarda solo gli Stati Uniti. In Europa, inoltre, l’FSD ha cambiato nome e da noi non è ancora disponibile.
Vi terremo aggiornati!


