Tesla e SpaceX stanno valutando ufficialmente una fusione. Lo ha confermato Elon Musk durante la conference call sui risultati del terzo trimestre 2026 di SpaceX, che si è tenuta il 20 ottobre.
Entrambe le aziende, infatti, hanno formato dei comitati speciali di amministratori indipendenti per discutere l’ipotesi. Secondo Musk, la scelta nasce da una richiesta degli stessi azionisti.
Musk, però, non potrà partecipare alle trattative, perché si trova in conflitto di interessi. Ha comunque detto di ritenere la fusione una buona idea, invitando allo stesso tempo a non darla per certa.
Perché per gli azionisti Tesla l’asticella è alta?
I comitati non hanno ancora concordato alcuna condizione per l’operazione. Come ha precisato Musk, non c’è nemmeno la garanzia che ci riescano. Inoltre, qualsiasi accordo dovrà essere approvato dagli azionisti di entrambe le società.
In SpaceX il passaggio è molto più semplice, dato che Musk controlla oltre il 50% dei diritti di voto. In Tesla, invece, servirà il sì del 50% di tutte le azioni in circolazione, non soltanto di quelle che partecipano al voto. Lo stesso Musk l’ha definito un ostacolo “piuttosto alto”.
L’assemblea annuale degli azionisti Tesla è fissata per il 3 dicembre, ma tra le proposte in agenda non c’è alcuna fusione. Di conseguenza, un eventuale voto arriverà più avanti.
Durante la call di Tesla del giorno successivo, poi, Musk non è tornato sull’argomento. Il team relazioni con gli investitori aveva già avvisato che i dirigenti non avrebbero parlato della fusione. Musk, dal canto suo, ha spiegato di aver già detto tutto quello che c’era da dire.
Due aziende già molto legate
Le voci su una possibile fusione circolano da inizio anno. A febbraio SpaceX ha acquisito xAI, mentre a giugno è sbarcata in borsa. Del resto, le due aziende fanno già parecchi affari insieme: nel 2025 SpaceX ha acquistato da Tesla Megapack per circa 506 milioni di dollari e Cybertruck per 130 milioni.
Tesla e SpaceX sono anche partner di Terafab, il progetto per la produzione di chip portato avanti insieme ad Intel. Inoltre, la nuova Roadster è stata sviluppata con SpaceX, come dimostrano i propulsori a gas freddo opzionali, oltre alla vernice ed ai vetri ispirati ai razzi.
Alcuni azionisti, però, vorrebbero accelerare i tempi. Una lettera che chiede al board di velocizzare l’accordo ha raccolto 6.493 firme, per un totale di oltre 17,5 milioni di azioni. Gli organizzatori contavano di inviarla al consiglio proprio oggi, 26 ottobre.
Per ora, quindi, la fusione resta un’idea che Musk appoggia, ma non un affare fatto. Il prossimo segnale concreto sarebbe un documento ufficiale di una delle due aziende, con i membri dei comitati, i consulenti o le condizioni proposte.
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