I Robotaxi Tesla sanno già raggiungere da soli un Supercharger. Una volta arrivati, però, serve ancora qualcuno che li colleghi alla colonnina. A breve quel qualcuno potrebbe essere Optimus.
Lo hanno spiegato in una lunga intervista Lars Moravy, vicepresidente dell’ingegneria dei veicoli Tesla, ed Eric Earley, responsabile del Cybercab. In pratica, Tesla vuole affidare ai suoi robot umanoidi il compito di mettere in carica i Robotaxi. Nel frattempo continuerà a lavorare ad un sistema di ricarica più automatizzato: “speriamo che Optimus ci dia una mano a breve”, hanno detto.
Per ora la spina la collegano gli addetti
Oggi, infatti, i Robotaxi senza conducente vengono messi in carica a mano. Un recente video girato in un Supercharger di Austin mostrava un dipendente Tesla al lavoro. L’addetto collegava Cybercab e Model Y Robotaxi man mano che arrivavano. In alcuni casi doveva perfino spostarli, perché non si erano fermati abbastanza vicini allo stallo.
Per il Cybercab, del resto, i Supercharger sono al momento l’unica opzione: l’auto non supporta la ricarica in corrente alternata (AC). Proprio per questo nel paraurti posteriore nasconde ancora una porta di ricarica NACS.
Non si tratta quindi di un residuo di progettazione. Moravy ed Earley hanno spiegato di averla mantenuta perché il Cybercab deve poter usare l’infrastruttura esistente, almeno per ora. Tesla ha già costruito una rete enorme, con migliaia di Supercharger. Di conseguenza, passare ad un sistema del tutto nuovo non è affatto semplice.
L’obiettivo resta la ricarica wireless
Optimus, insomma, sarà solo una soluzione ponte. Tesla sta lavorando ad una ricarica più automatizzata mentre espande la propria infrastruttura. Il Cybercab, peraltro, è già pronto a supportarla. Quest’anno l’azienda ha ottenuto il via libera della FCC per la ricarica wireless del Cybercab. Inoltre sta progettando ad Austin un hub per Robotaxi con 80 caricatori wireless. A quel punto né un essere umano né Optimus dovranno più collegare le auto.
Non aspettatevi però tempi brevi. Tesla ha avviato solo di recente la produzione iniziale di Optimus nella fabbrica di Fremont. Le prime consegne ai clienti aziendali, invece, sono previste nel 2027.
Moravy, dal canto suo, non ha indicato date precise. I robot potrebbero anche iniziare a lavorare nelle aree di ricarica prima del 2027. Difficilmente, però, la ricarica wireless del Cybercab arriverà già l’anno prossimo. Anzi, a Tesla potrebbe servire ancora più tempo per farla funzionare a dovere.
I robot erano già nei piani del Robotaxi
Tesla pensa da tempo di usare dei robot nel servizio Robotaxi. In passato ha mostrato un robot per la pulizia delle auto e ha già iniziato ad installarlo negli hub Robotaxi. Qui la flotta si ferma tra una corsa e l’altra per la ricarica e la manutenzione ordinaria. Tuttavia, è la prima volta che Tesla parla di Optimus all’interno di questo processo.
E la ricarica potrebbe essere solo l’inizio. Ai due è stato chiesto se Optimus si occuperà anche della manutenzione della flotta. La risposta? Il robot “potrebbe fare assistenza all’auto, potrebbe entrare anche nel settore delle consegne”. Hanno poi indicato Cybercab, Optimus e Robovan come i precursori della physical AI. Si tratta dell’intelligenza artificiale che agisce nel mondo fisico. Secondo loro, “quel tris sarà incredibile”.
Nella stessa intervista si è parlato anche della produzione del Cybercab. Oggi la linea corre più veloce della messa in strada dei Robotaxi.
Per ora, quindi, saranno ancora i dipendenti Tesla a collegare a mano i Robotaxi. Il passo successivo sarà vedere Optimus all’opera nei Supercharger, prima dell’arrivo della ricarica wireless nelle città servite dal Robotaxi. Vi terremo aggiornati!


