Dopo il debutto in borsa di giugno, SpaceX ha presentato i primi risultati trimestrali della sua storia da società quotata, ed i numeri sono di quelli che si fanno notare: 7,81 miliardi di dollari di ricavi totali nel secondo trimestre del 2026, con una crescita del 92% rispetto ai 4,07 miliardi di un anno fa ed un risultato superiore ai 6,81 miliardi che si aspettava Wall Street. Le perdite nette si sono ridotte a 541 milioni, contro 1,01 miliardi dell’anno scorso.
In cassa, fra liquidità, equivalenti e titoli negoziabili, l’azienda dichiara circa 100 miliardi di dollari: una riserva importante per far crescere insieme lanci, internet satellitare ed infrastruttura per l’intelligenza artificiale. Le proiezioni interne, riportate nel riepilogo della chiamata, arrivano addirittura ad indicare 1.000 miliardi di ricavi annui come obiettivo raggiungibile entro il 2030.
Starship: Volo 14 a fine mese e scudo termico “risolto”
Starship resta la spina dorsale di tutto il resto. Durante la chiamata Elon Musk ha annunciato che il Volo 14 è in programma per la fine di questo mese, e che si tenterà la cattura dello stadio superiore al rientro, ingrediente fondamentale per arrivare alla riutilizzabilità rapida.
C’è di più: sarà il primo volo a rilasciare hardware operativo direttamente in orbita. A bordo ci saranno i satelliti Starlink V3 di nuova generazione, che per la prima volta verranno immessi in orbita operativa mentre si prova la cattura della nave. Il Volo 13 del mese scorso aveva già testato la procedura di rilascio dei V3.
Sul fronte dello scudo termico, che è stato per anni il tallone d’Achille del programma, Musk si è sbilanciato parecchio:
Non voglio portare sfortuna, ma a questo punto direi che il problema dello scudo termico è risolto. Tutte le indicazioni che arrivano dai dati e dall’ispezione visiva dicono che l’abbiamo risolto. Questo non significa che non faremo altri miglioramenti, ma al momento non vediamo alcun ostacolo tecnico al raggiungimento della riutilizzabilità rapida.
Quanto al ritmo dei lanci, Musk ha buttato lì la possibilità, ammettendo lui stesso che è ambiziosa, di lanciare una Starship ogni giorno fra un anno.
Starlink raddoppia: 12 milioni di utenti attivi
La connettività resta la vera macchina da soldi del gruppo: 4,29 miliardi di ricavi nel solo trimestre. La base abbonati è raddoppiata in un anno arrivando a 12 milioni di utenti attivi, con il record di 1,7 milioni di nuovi abbonati netti nei soli tre mesi. Gwynne Shotwell, presidente e direttrice operativa di SpaceX, l’ha messa così:
Starlink ha avuto un trimestre eccezionale. Abbiamo aggiunto più di 1,7 milioni di abbonati netti a livello globale, il nostro miglior trimestre di sempre.
Nel trimestre è arrivata anche la nuova antenna V5 per la banda larga domestica, e Musk si è spinto a dire che è possibile che Starlink arrivi a fornire la maggior parte del traffico internet mondiale in meno di dieci anni. Per il prossimo salto di qualità del servizio, quello che punta alla velocità in gigabit, servono circa 1.000 satelliti V3 in orbita: con i primi che partiranno sul prossimo volo di Starship, secondo i vertici il traguardo potrebbe arrivare entro il secondo trimestre del 2027.
Starlink Mobile: nel mirino ci sono gli operatori telefonici
La parte potenzialmente più dirompente riguarda però il telefono che avete in tasca. SpaceX conta di lanciare il servizio Starlink Mobile in forma autonoma entro la fine del 2027, con l’obiettivo dichiarato di eliminare del tutto le zone senza campo. Oggi la connettività cellulare via satellite viene già offerta in diversi Paesi grazie ad accordi con operatori locali, come T-Mobile negli Stati Uniti, ma un servizio proprio è tutta un’altra storia. Shotwell non ha usato giri di parole parlando dei concorrenti americani:
Grosso modo, fra loro, valgono 600 miliardi l’anno. Mi aspetto che riusciremo ad acquisire parecchi dei loro clienti. Il nostro servizio sarà migliore. Elimineremo le zone senza copertura sfruttando i satelliti in orbita. E sarà migliore durante qualsiasi calamità naturale. Sono davvero entusiasta di Starlink Mobile.
Il ragionamento vale anche dalle nostre parti: chi vive o viaggia fra montagne, valli e paesi piccoli sa benissimo quanto pesino i buchi di copertura, ed è proprio lì che un servizio del genere si farebbe sentire.
L’intelligenza artificiale vale già 2,5 miliardi a trimestre
I ricavi legati all’AI sono cresciuti del 247% su base annua arrivando a 2,56 miliardi nel trimestre, sostenuti da 15,8 miliardi di investimenti trimestrali destinati alle infrastrutture. Sul capitolo spese pesa anche l’acquisizione della startup Cursor per 60 miliardi di dollari, pensata per accelerare sul software per le aziende.
Oggi SpaceX gestisce 1,4 GW di potenza di calcolo nominale e conta di arrivare a 2 GW entro la fine del 2026, per poi salire verso i 10 GW cumulativi l’anno prossimo. Una parte di questa capacità viene affittata ad altre aziende, fra cui Google ed Anthropic, e contribuisce in modo consistente ai ricavi.
Per riempire questi centri di calcolo la scelta è stata netta, e lo ha detto Musk stesso:
Prevediamo di chiudere l’anno con oltre 2 GW di potenza di calcolo. Il cumulato di fine anno prossimo sarà parecchie volte superiore: più vicino a 10 GW che a 5 GW. Abbiamo deciso di costruire esclusivamente su Nvidia. Riteniamo che Vera Rubin sia la migliore architettura.
La stessa architettura andrà anche in orbita: Nvidia fornirà processori e schede grafiche per i satelliti Starmind, con i primi data center orbitali attesi dal 2027. In parallelo SpaceX continua a sviluppare silicio su misura insieme a Tesla ed Intel con il progetto TERAFAB.
Grok 4.6, poi 4.7 ed il 5 entro fine anno
Dopo l’acquisizione di xAI, confluita nella divisione interna SpaceXAI, lo sviluppo dei modelli va spedito. Musk ha scandito le tappe:
Grok 4.6 esce la settimana prossima, poi Grok 4.7 fra circa 3-4 settimane da oggi. Ci aspettiamo che il ritmo dello sviluppo dell’AI migliori nettamente. Con Grok 5, che dovrebbe arrivare a fine anno, incorporeremo l’intero corpus di dati di SpaceX.
Tradotto: dandogli in pasto telemetria di volo reale, registri di produzione e dati orbitali, Grok 5 dovrebbe diventare una specie di cervello ingegneristico, e secondo Musk potrebbe risultare il miglior modello in circolazione proprio per l’ingegneria. Considerando che è la stessa famiglia di modelli che troviamo a bordo delle nostre auto, l’evoluzione ci riguarda parecchio da vicino.
Vi terremo aggiornati!






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